TEST: LA BMW S1000RR SU PER LA FUTA: ARMA TOTALE.

DSCN1325.JPGSono andato a testare la BMW S1000RR sul mitico passo della futa, una delle strade più e tecniche d’ Italia, terreno “naturale” per testare le ciclistiche di ogni mezzo a due ruote di qualsiasi estrazione. Qui fra le curve che portano a Firenze da Bologna i collaudatori Ducati sviluppano le rosse, dalla Multistrada alla Diavel, passando per Monster e 1098.

In primo tratto della Futa è veloce e scorrevole, l’ ideale per prendere confidenza con una moto tanto diversa dalla Ducati 749R che guido nella vita “reale”. Arrivano le curve e arrivano le prime sorprese. La BMW ciclisticamente è più simile ad una Ducati che ad una 4 cilindri giapponese, entra in curva come un rasoio e tiene la traiettoria con un rigore sconosciuto a tante moto dotate di sospensioni più “svedesi”, a patto di uno sforzo fisico leggermente superiore alla media, ma non affaticamente.

Richiede una guida un po fisica come detto e una certa pressione sulla pedane interna alla curva per rimanere piegata e precisa. Vietato anticipare la curva, come si fa con le moto dalle ciclistiche più “pesanti”, se anticipate andate a sbattare sul gardrail interno alla curva prima ancora di iniziarla…la curva!

Invece entrate decisi guidando quasi con il pensiero, lei entrerà fedele e felice di essere sbattuta con un po di cattiveria, ricordate che è una moto nata per correre, non tollera il pilota “timido”.

Non cercate di modificare la traiettoria una volta impostata, lei non lo farà e di contro diventerà quasi nervosa di avantreno.

In uscita di curva il motore la fa letteralmente da padrone, è pronto in qualsiasi marcia, basta sfiorare il gas per avere una risposta assolutamente potente ma educata. In modalita “SPORT” l’ elettronica tiene a bada la situazione ed evita scodate e impennate, il motore è pronto ma non “prontissimo”…Diciamo che è la modalità ideale per guida veloce ma senza stress mentali.

Spostanto il cursore su “RACE” tutto cambia…La sensibilità del comando del gas aumenta in maniera netta e la lancetta del contagiri sale furiosa verso zone del contagiri decisamente ardite per la guida in strada. Con questa modalità persino il cambio elettronica sembra funzionare meglio e il motore sembra avere meno freno motore ed essere decisamente più sciolto e piacevole.

Se prima, in modalita sport bisognava stare attenti nel dosare, ora il livello di guardia deve essere su “allarme rosso”. Il motore è quasi totalmente libero dai controlli elettronici e basta veramente (e non scherzo) sfiorare il gas per ritrovarsi a velocità pazzesche senza neppure rendersene conto, il motore tira come un forsennato in qualsiasi marcia (anche in 6) e bisogna davvero stare attenti quando si apre il gas a moto inclinata pena derapate di potenza…

Abbiamo parlato del cambio elettronico. Ecco questa cosa è una figata assoluta. Si cambia senza usare la frizione ne chiudere il gas, il cambio marcia è rapidissimo e il motore non scende di giri quando si cambia rapporto, una volta provato è così figo che ci si ritrova a cambiar marcia anche senza una reale necessità, solo per il piacere di sentire il motore!

Torniamo alla guida, esattamente come le Ducati (e in genere tutte le moto italiane) non è un fulmine di guerra nel cambi di direzione (ma forse usando sospensioni dalla taratura più rigida possiamo ovviare a questo “difetto”). In questo caso, invece, è meglio anticipare il cambio di direzione ed evitare di fare stare la moto troppo inclinata. Se vogliamo fare i fighi del momento e toccare il ginocchio mentre facciamo un variante vi assicuro che otteremo l’ effetto opposto, ci pianteremo come un chiudo nel muro…

Nel complesso la caratteristica che colpisce di più della S1000RR è il motore assolutamente strabordante di potenza (leggermente superiore, in particolare ai medi dell’ Aprilia RSV4F Aprc) a tutti i regimi. Dimenticate il vostro “1000” giapponese, non avete mai provato una cosa del genere (l’ unica moto che mi ricorda vagamente la coppiosità della S1000RR è la Yamaha R1 a scoppi irregolari).

La frenata è ottima, non siamo ai livelli di Ducati e Aprilia, ma per un uso stradale va più che bene, è molto modulabile e “precisa”. 

Cosa avrei voluto? Forse una forcella un pelo più sostenuta in percorrenza curva (infatti il ritorno in estensione era piuttosto affrettato). Essendo l’ unità assolutamente regolabile trovere il giusto set up dopo alcune prove. (io non avevo molto tempo, purtroppo).

Cosa non mi è piaciuto: la sella è piuttosto bassa da terra per essere una sportiva e le pedane racing rialzate costringono ad una posizione quasi a ranocchio, un po stressante per le gambe.

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TEST: LA BMW S1000RR SU PER LA FUTA: ARMA TOTALE.ultima modifica: 2011-05-28T19:27:00+00:00da markoytek
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