TEST: DUCATI STREETFIGHTER 848:PARENTE DELLA 1098R CAMPIONE DEL MONDO CON CHECA E BAYLISS

297847_174576902622546_100002107129803_374115_584460109_n.jpg“…Una moto facile ed intuitiva. Una fun bike pura ideale per la città e la montagna…che ama anche la pista…” (leggi la prova completa)

firma marco meli.png

Abbiamo provato una delle naked più attese (e richieste) del mercato: la Ducati StreetFighter 848. Sin dall’introduzione della esagerata versione 1100 (con motore 1098) il popolo ducatista aveva chiesto di declinare la SF in chiave più “civile”…E quando l’azienda ha deciso di ascoltare la “vox populi” i risultati si sono visti, eccome: la SF848 è stata la terza moto più venduta nel freddissimo mese di Febbraio!

La nuova naked Ducati riprende la linea della versione 1100, è aggressiva, snella e particolare nelle soluzioni estetiche come il faro anteriore con i led sdoppiati che sembrano due occhi felini e i silenziatori di scarico sovrapposti laterali. (molto belli quelli originali!).

Guardandola con più attenzione non si notano parti grezze, le saldature sono ottime, le plastiche ben accoppiate (e non vibrano…), i cavi quando possibile ben nascosti dai travi del telaio o dalle plastiche stesse.

Una volta in sella la posizione è naturale, merito anche del manubrio alto e dalla piega accentuata, le pedane sono ad un altezza corretta e avanzate il giusto mentre la sella è, curiosamente, davvero molto alta (se siete meno di 170cm avrete delle difficoltà anche solamente nel salire senza scalciare il codino!) quando andrete ad impugnare il largo manubrio (circa 75cm di ampiezza) vi ritroverete piacevolemente “incastrati” con la moto (caratteristica tipica di tutte le Ducati, dalla 1199 alla Multistrada). Lo sbalzo del serbatoio rispetto alla sella è accentuato ma dolce (tuttavia se avete un po di pancetta vi consiglio una dieta!). Tutti i comandi sono al loro posto e la strumentazione risulta ben visibile anche senza doverla andare a cercare con strani movimenti del collo in avanti.

Avvio il motore, la risposta al gas è secca (la moto ha solamente 40km e la carburazione è ancora magrissima), quando giro la manopola il motore sale svelto di giri (sempre in virtù della carburazione magra), il sound è aggressivo anche se parecchio strozzato dai terminali di scarico (ma non è affatto brutto anzi…) omologati.

Innesto la prima e via. Il cambio Ducati è come al solito preciso, la frizione modulabile aiuta a partire senza strappi, il tutto è quasi elettrico (una vera novità per Ducati). Un semaforo rosso ferma sul nascere le mie velleità, metto la folle (facilissima da trovare) e attendo il verde, a questo punto arriva la prima (e unica) note dolente, il cilindro verticale scalda la sella e quindi il fondoschiena, nulla di fastidioso ok… ma in coda ad un semaforo in piena estate ci sarà da soffrire! Vi sconsiglio “caldamente” di pilotare la vostra SF848 in pantaloncini, la cosa potrà anche far figo al mare in un primo momento, mentre nel secondo momento farà scemo quando vi ritrovere il sedere arrosto con l’assolutà impossibilità di camminare eretti (credetemi, ho una Ducati 749R, so quel che dico…).

Finalmente arriva il verde, innesto la prima e scatto, do un po di gas e il motore spinge corposo ma docile verso il successivo cambio di marcia, metto la seconda e il motore continua a spingere, metto la terza e il motore non cala, davvero un bel propulsore coppioso, l’idea per la città e la montagna (secondo me con qualche modifica anche per la pista). Tra le macchine per strada la SF848 è agile come uno scooter, ci si infila davvero ovunque (complice anche il raggio di sterzo) ed è facile (anche troppo) farsi prendere la mano…

Più aumenta il feeling più lei diventa docile e senti di avere tra le gambe un mezzo dal potenziale davvero alto (questa frase volendo potete usarla in altri frangenti! Vi autorizzo!), arrivano le prime curve e arriva una piacevole sorpresa del tutto inaspettata, la SF848 ha un avantreno bello solido, scende in piega naturalmente, si ferma alla giusta inclinazione e sta li, questa sensazione mi ricorda che sto guidando una Ducati al 100%, anzi che sto guidando una parente molto stretta della 1098R campione del mondo con Bayliss e Checa. 

I freni forniti da Brembo sono modulabili e dolci, più si strizza la leva più aumenta la potenza frenante, non ci sono ne scatti ne “vuoti”, l’impianto da molto feeling anche grazie al lavoro della forcella Marzocchi da 43mm. Stancante? Avrei potuto guidare tutto il giorno tanto è comoda! 

la SF848 prevede 8 mappe di traction control selezionabili tramite il dashboard, io ho guidato con la scritta DTC Off (senza traction) e l’ho trovata una moto davvero per tutti. Solo in caso di pioggia userei il DTC (e comunque rimanendo su un livello medio).

Cosa avrei modificato? Sicuramente avrei preferito una carburazione meno magra e una risposta meno secca al comando del gas mentre a livello estetico non cambierei nulla, neppure i finali di scarico! (i finali proposti da Termignoni costano la bellezza di 1.800 euro….).

Davvero una moto consigliata!

Si ringrazia la concessionaria Ducati San Lazzaro a Bologna

TEST: DUCATI STREETFIGHTER 848:PARENTE DELLA 1098R CAMPIONE DEL MONDO CON CHECA E BAYLISSultima modifica: 2012-03-13T19:19:09+00:00da markoytek
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