MOTO2: SPETTACOLARE MA CRITICATA. IL MONOMOTORE ERA NECESSARIO? (di Marco Meli)

zarco 2012.jpgDopo la WSBK la Moto2 è il campionato mondiale più spettacolare che il motociclismo ci sta offrendo. Tra gare tirare e sorpassi al limite (a volte anche sopra…) la classe che ha sostituito la 250GP è stata promossa ma con riserva, la riserva di usare quel motore Honda che proprio “non piace” ai puristi del manubrio. Ma come si è arrivati al monomotore? Era evitabile? Perchè Honda?

La 250GP era ormai una classe sul viale del tramonto dal punto di vista tecnico, più un monomarca Aprilia che un campionato mondiale. In ordine Suzuki, Yamaha e Honda avevamo perso progressivamente interesse dal punto di vita ufficiale con addirittura Suzuki e Yamaha assenti negli ultimi anni.

Bisognava fare qualcosa e bisognava farlo cercando di abbassare i costi per i team con la speranza di attirare nuove strutture e nuovi sponsor. Si scelse di usare motori 4 tempi di media cilindrata, appunto i 600cc, perchè ritenuti di “passaggio” verso le potenti MotoGP (un po come sono le WSS per le WSBK).

Presa la decisione da parte di Dorna, i Flammini (proprietari del mondiale WSBK) protestarono con vigore e con ragione: la Moto2 rischiava di diventare una replica della WSS, una sorta di Super-WSS. Il pericolo, secondo i due manager italiani, era che le Case ufficiali migrassero dalla WSS alla Moto2. Infront Motorsport (Flammini) chiese che i motori da usare in Moto2 fossero di serie (o comunque non preparati come le WSS), fece questa richiesta per scoraggiare Yamaha, Honda e Kawasaki ad investire nel nuovo campionato in forma diretta.

Ma perchè la Dorna scelse i motori 600 derivati dalla serie? Semplice, erano i motori più facili da usare perchè poco costosi da acquistare e poco costosi da curare, una manna dal cielo per i team. Lo scopo di Dorna era semplice per certi versi: ai team diamo il motore, poi loro si costruiscono la ciclistica usando i telaisti (categoria che era assente da diversi anni nella 250GP).

Ma perchè non si è usato un motore di tipo prototipale? Magari di cilindrata 500. Perchè le Case non avevano assolutamente intenzione di progettare e costruire dei motori per la Moto2. Solamente il progetto di un propulsore costa milioni di euro, il rischio era di riversare l’investimento sui team e questo avrebbe portato ad un sensibile aumento dei costi, in particolare durante i primi anni del campionato. Addirittura Yamaha e Suzuki (già assenti dalla 250GP), non erano assolutamente interessate, se si fosse arrivati ad un motore prototipale, questo sarebbe stato con tutta probabilità Honda comunque…Ironia del destino).

Scelto il motore Honda CBR600RR (in pratica la Casa giapponese fu l’unica a farsi avanti) si scelse di togliere l’onere della cura dei motori ai team e questa fu appaltata ad una società esterna (la GEO). I team dovevano in pratica lavorare sul montaggio del motore sul telaio e basta, questo ridusse ancora di più i costi e livellò le prestazioni motoristiche.

Ma in definitiva la Moto2 ha funzionato? Le gare sono estemamente spettacolari e combattute. Bradl e Marquez hanno dimostrato che il talento viene fuori sempre, anche se la moto che piloti ha un motore di serie uguale per tutti, quindi il valore della nuova classe di mezzo è indiscutibile. La griglia, sempre piena (unico campionato mondiale insieme alla WSS a poter vantare oltre 30 moto permanenti) dimostra che la formula è piaciuta a sponsor e team.

Secondo me, ma questa è opinione strettamente personale, se Yamaha, Suzuki e Kawasaki dovessero ritrovare interesse per le medie cilindrate (attualmente la R6 è “vecchia”, la Kawa ha in vendita la 636, il cui motore non può correre in WSS e la Suzuki ha troppo timidamente immesso sul mercato la nuova GSX-R 600) allora il campionato potrebbe “aprirsi” ai motoristi nei prossimi anni.

Marco Meli

MOTO2: SPETTACOLARE MA CRITICATA. IL MONOMOTORE ERA NECESSARIO? (di Marco Meli)ultima modifica: 2012-11-22T22:50:33+00:00da markoytek
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