MELANDRI SOCCORRE CHECA. MA E’ POLEMICA SUI SOCCORSI. (di Marco Meli).

melandri checa.jpgDopo il tremendo botto di Race 1 innescato da Checa che arrivando lungo colpisce Melandri, arrivano le polemiche sui soccorsi al pilota spagnolo, a farlo notare è proprio il ravennate colpito dalla Panigale del team Alstare:

“hanno trattato Carlos come fosse un pezzo di plastica mentre lui era a terra privo di sensi. Hanno mandato me al medical center obbiligatoriamente e hanno lasciato quasi lui per terra”.

Marco più di una volta ha severamente criticato le fasi di sicurezza in pista (ricordate la famigerata vicenda di Monza con la pioggia, no?) ed è stato per questo a sua volta criticato, ma su un punto ha sicuramente ragione: a volta manca professionismo tra i soccorritori che, con la fretta e a causa spesso di scarsa preparazione medica, rischiano di fare più danno che altro.

Pensiamo a Marco Simoncelli, il cui copo venne addirittura fatto cadere dalla barella durante le prime fasi. Ok il Sic era già privo di vita, ma se avesse avuto un osso del collo fratturato? Cosa succederebbe oggi ad un pilota che viene raccolto in gravi condizioni da commissari non preparati o, peggio, spaventati?

Il motociclismo deve uscire dalla condizione di sport amatoriale per diventare professionismo a tutti gli effetti partendo appunto dalle piste e dai loro addetti che, davvero troppo spesso, sono semplici appassionati con tanta voglia ma scarsa capacità. FOTO FONTE FACEBOOK.

(di Marco Meli)

MELANDRI SOCCORRE CHECA. MA E’ POLEMICA SUI SOCCORSI. (di Marco Meli).ultima modifica: 2013-02-24T13:52:54+00:00da markoytek
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Un pensiero su “MELANDRI SOCCORRE CHECA. MA E’ POLEMICA SUI SOCCORSI. (di Marco Meli).

  1. Questa volta, gentile direttore, non sono d’accordo.
    Innanzi tutto, Lei ed altri suoi illustri colleghi commentatori televisivi, non avete ancora compreso che il personale che interviene in pista, è diviso in due categorie:
    – parametici (pettorina rossa in MotoGP o lettera “M” in SBK)
    – marshal (pettorina arancio in MotoGP o lettera “T” in SBK).
    I primi si occupano “esclusivamente” del soccorso al pilota; gli altri si occupano “esclusivamente” della messa in sicurezza del tracciato rimuovendo moto e detriti.
    Mentre i marshal sono, inevitabilmente, volontari non professionisti (seppure appassionati di motociclismo da pista), i paramedici sono professionisti o, perlomeno, hanno le capacità e titolo per svolgere quella mansione.
    Sono in disaccordo con la Sua critica generalizzata alla categoria “addetti di pista”. Le accuse di Melandri erano rivolte chiaramente ai paramedici, che sono professionisti.
    Il problema non è professionismo o meno. Ognuno ha un ruolo ben definito ed è responsabile di come lo svolge: nel bene e nel male.

    Luca
    (mashal NON professionista)

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