INCHIESTA: QUANDO IL PILOTA LO SCEGLIE IL MARKETING (CON BUONA PACE DI TUTTI).

430776_461281603931227_1475604147_n.jpgIn genere le Case ufficiali nel motociclismo (ma anche tra le auto…) devono fortemente mediare tra i piloti che vogliono e quelli che “devono” avere…Questo non vuol dire scegliere dei brocchi solo perchè muniti di sponsor o di nazionalità tuttavia.

E’ inutile nascondere per esempio che Bradl ha un suo vantaggio nel passaporto: è l’unico pilota tedesco oggi in MotoGP ed attira quei mercati televisivi di lingua germanica (vedi Germania ed Austria), quindi la sua presenza è essenziale.

Ma salendo più in alto di livello prendiamo in considerazione la Ducati. Per il Marchio di Borgo Panigale il mercato USA è da sempre fondamentale ed è necessario avere almeno un pilota di lingua inglese. Infatti se notate in Superbike esclusi Roche e Checa tutti i campioni Ducati erano di lingua inglese e sono divisi tra americani, australiani e inglesi.

Sempre rimanendo a Bologna in MotoGP le cose cambiano, ma non moltissimo: infatti la presenza di Hayden in questi anni si giustifica con la sua nazionalità (idem quella di Spies al team Ducati-Pramac). Questo non vuol dire che siano brocchi, semplicemente che si tende a scegliere tra i piloti forti quelli che graditi al marketing.

Andiamo in casa Honda-HRC. La presenza di Pedrosa è fortemente legata a Repsol così come lo era in passato quella di Criville. Un team con un grosso sponsor spagnolo deve avere almeno un pilota spagnolo che sia gradito allo sponsor stesso…

Anche il ritorno di Rossi in Yamaha è stato prima approvato dal marketing Yamaha per aver un ritorno pubblicitario prima ancora che dai vertici sportivi (che hanno in Lorenzo il leader naturale del team).

INCHIESTA: QUANDO IL PILOTA LO SCEGLIE IL MARKETING (CON BUONA PACE DI TUTTI).ultima modifica: 2013-08-26T15:42:56+00:00da markoytek
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