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mercoledì, 14 dicembre 2011

WSBK: BIMOTA PENSA AL MONDIALE CON LA PROPRIA DB8. REALISTICAMENTE COSA POTRA' OTTENERE?

di Marco Meli.

imange s.jpgE' sempre bello quando una Casa si avvicina alle competizioni. Lo sfida è la base di ogni evoluzione tecnica e tecnologica, è ancor più bello quando questa casa è nata grazie alle corse: stiamo parlando di Bimota. 

Il recente ingaggio come "consulente" di Ruben Xaus ha permesso di dare una direzione alla sviluppo della Bimota DB8 motorizzata Ducati 4 Vavole, ma realisticamente come può una Casa con poche risorse economiche come Bimota competere in superbike contro i team ufficiali di Aprilia, Ducati, BMW, Honda e Kawasaki? Strutture in grado di investire milioni di euro solo nelle corse e se il caso di aggiungere altri milioni per migliorare i propri risultati.

La risposta è semplice, scontata e triste: non può. L'ingresso nelle competizioni va sempre studiato in ogni minimo dettaglio (da questo punto di vista le consulenze di Ruben Xaus saranno molto preziose) ed è per questo che appare molto più saggio prima competere nel mondiale STK 1000 (dove con un buon team e un buon pilota si possono raggiungere ottimi risultati con un esborso economico compreso da 200 e 250 mila euro) per poi pensare di fare il salto in superbike (dopo almeno due anni e possibilmente con una moto nuova basata sull'esperienza nella STK e dedicata alla WSBK).

Paradossalmente oggi è più facile correre in CRT che in WSBK. Nel primo caso è impossibile battere le motogp di Honda, Yamaha e Ducati e quindi le sconfitte sono giustificate, nel secondo invece bisogna competere per vincere!

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