SOLO 18 PILOTI IN PISTA. LA SUPERBIKE DEVE RINNOVARSI PER IL FUTURO.

SB51.JPGComplice l’infortunio di Ruben Xaus i piloti domani in pista saranno solamente 18 (assenti Biaggi e Vermeulen per infortunio), un numero veramente troppo esiguo per un campionato che sino a qualche anno fa contava quasi 30 partenti. Cosa è successo?

E’ successo che i costi sono aumentati e i team privati sono quasi del tutto spariti. Negli ultimi anni abbiamo “perso” strutture come Yamaha-France, Honda-Stiggy (che correva con Haslam), Honda-Squadra Corse Italia, Ducati-NCR, Kawasaki-PSG 01 e molte altre…Realtà piccole ma che grazie ad ottimi piloti riuscivano a dire la loro lottando spesso per il podio!

L’ingresso in forma diretta di Case come Aprilia e BMW ha alzato notevolmente il livello della competizione e come conseguenza, anche dei costi.

La superbike deve ritrovare quello spirito pionieristico che l’ha resa grande tra gli anni 90 e i primi anni del 2000. In quel periodo bastava una moto ben preparata, un team di bravi meccanici e un pilota giovane e talentuoso per poter dire la propria. Grazie a questa formula ci siamo divertiti nel vedere duellare Fogarty, Haga, Falappa, Slight, Corser, Gobert, Yanagawa e molti molti altri! Le moto erano VERAMENTE vicine a quelle prodotte in serie e per questo “relativamente” costose.

Nel Regno Unito la classe BSB Superbike è stata abolita a favore della Superbike EVO. Una categoria che prende spunto dalla STK per limitare i costi e l’elettronica (che deve essere quella presente nella moto di serie).

Logicamente non possiamo tornare al passato, non possiamo rivivere gli anni 90. Oggi i tempi impongono un livello di immagine elevato e strutture come le hospitality sono necessarie, appunto per questo è necessario risparmiare sulle moto, sugli ingaggi e sulle trasferte.

SOLO 18 PILOTI IN PISTA. LA SUPERBIKE DEVE RINNOVARSI PER IL FUTURO.ultima modifica: 2011-09-30T18:54:13+02:00da markoytek
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento