FOTTUTAMENTE PILOTI: SPECIALE, I PILOTI DELLA DAKAR (di Marco Meli)

dakar 2013 despres.jpgPoche storie ragazzi, la vera Dakar è quella che si fa in moto: un manubrio tra le mani, una sella stretta e dura sotto il sedere, polvere e km da macinare, tanti km da macinare…

In pochi ne parlano, ma i piloti della Dakar, detti anche “dakariani”, sono gente tosta, rude, con le palle, persone che non si arrendono mai se non quando si ritrovano a terra con le ossa rotte (e anche li, pensano di ripartire…)

Così capita che il veterano spagnolo Marc Coma in sella alla sua KTM voli in terra ad oltre 150km/h alzandando un polverone di sabbia e sassolini e come se nulla fosse accaduto, moto sul cavalletto, si sieda per terra a riparare il radiatore bucato della sua 450…Mani sporche, ossa doloranti e un sol pensiero: finire la tappa. Roba da duri figli di puttana!

Capita anche di trovare piloti a terra, svenuti, infortunati in mezzo alla polvere, ti fermi, li soccorri, chiami i soccorsi e lo fai anche se sei in lotta per la classifica, perchè quando sei in mezzo alla sabbia che ti entra nei polmoni la lotta è anche contro la morte. La morte che alla Dakar non fa prigionieri, si porta via veterani e neofiti. 

Ma la cosa che più mi colpisce dei dakariani è il roadbook…(che vedete in foto), non mi colpisce il roadbook di per se, ma il simbolismo che nasconde:

mentre salti buche, radici di alberi grosse come pali della luce, schivi cespugli e scali infinite dune di sabbia devi, non solo farlo nel più breve tempo possibile, ma devi anche farlo seguendo la strada giusta, insomma tutte quelle cose hanno senso se le fai nel verso giusto, perchè se le fai nel verso sbagliato sei fottuto due volte: stai saltando buche e radici e stai pure sbagliando strada. Si diventa matti solo a pensarci!!

Poi quando il roadbook finisce, se tutto è andato bene, sei arrivato al bivacco, se tutto è andato male ti aspetta una serata di passione, in alcuni casi una notte di passione…E il giorno dopo? Il giorno dopo altro giro di giostra: sveglia prima dell’alba (i motociclisti partono per primi), infilarsi abbigliamento, casco e guanti, nuovo roadbook in sede e via verso un altra giornata di radici, sabbia, sabbia e altre fregature…Con un occhio sempre al maledetto, a lui, si, parliamo di lui…Del cronometro.

Marco Meli

FOTTUTAMENTE PILOTI: SPECIALE, I PILOTI DELLA DAKAR (di Marco Meli)ultima modifica: 2012-12-28T19:12:32+01:00da markoytek
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